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La Fiorentina perde in casa pure con la penultima in classifica: Montella in bilico

Montella Fiorentina

Montella

Quando la realtà supera la fantasia. La Fiorentina perde la 3′ partita di fila in Campionato, la seconda in casa e stavolta a venire ad espugnare Firenze non è una squadretta già salva come il Verona, ma una virtualmente già retrocessa con largo anticipo, il Cagliari.  I sardi venivano da 2 pareggi e 9 sconfitte, avevano vinto una sola volta nel girone di ritorno e non vincevano a Firenze da circa 45 anni. Non ricordo nella storia della Fiorentina, anche negli anni in cui lottavamo per non retrocedere, uno stadio dove venivano anche le squadrette a vincere le partite con questa facilità: Montella è riuscito anche in questo.

Le scelte di formazione e di turnover dell’allenatore continuano ad esser sbagliate, i cambi in corsa quasi tutti poco risolutivi e contraddittori (oggi ha tolto il nostro miglior crossatore Pasqual, proprio quando ha messo in campo, con grosso ritardo, Gomez), una difesa sempre troppo alta e con dei movimenti che anche Zeman non fa più fare alle su squadre.

E poi qualcuno mi può spiegare la logica del turnover della Fiorentina? Esempio, la difesa. Il giocatore più forte in assoluto, Gonzalo Rodriguez, quello che salva da solo in media 2 goal partita, ne gioca una sì ed una no, il più scarso, Tomovic, tutte. Ma il turnover non era una cosa fatta per far riposare ogni tanto i più bravi? Ed allora perchè quelli scarsi con noi non si riposano mai?

Squadra molle, fisicamente poco reattiva (ha 12 collaboratori Montella, più di Mourinho, che cosa fanno da mattina a sera?), apparentemente senza motivazioni, quando invece fino a poco tempo fa il terzo posto era ancora a portata di mano, ed ora c’è da conquistare almeno la qualificazione all’Europa League della prossima stagione, perchè se perdiamo pure le coppe, a Giugno partiranno tutti, i big ed i giovani più promettenti. Ed allora quando vedi un allenatore che si presenta svogliato anche nell’espressione, nell’abbigliamento (forse per la prima volta in felpa e tuta in 3 anni) e con la barba incolta, ti chiedi se davvero non stia trasmettendo anche così l’indifferenza più totale verso il Campionato ai suoi giocatori.

I Della Valle ad inizio anno avevano chiesto, nonostante l’allenatore smentisca, o un trofeo vinto o il terzo posto, ora con la finale di Coppa Italia persa in maniera incredibile per aver mandato una squadra con l’atteggiamento tattico sbagliato ad essere umiliata dai nemici storici di una Juve piena zeppa di riserve, dopo il grande vantaggio dell’andata, il 3′ posto andato via definitivamente e con addirittura il 6′ a rischio (ma dipende tutto da noi ancora), rimane solo l’Europa League, con la vittoria di un trofeo internazionale che darebbe un ritrovato prestigio alla Viola, ma resta un obiettivo difficile, ed allora l’andazzo in Campionato, rischia poi di trasformare la stagione della Fiorentina in fallimentare (uscire al primo turno o in finale cambia poco, le Coppe o si vincono o si perdono). Il dubbio che senza quel mese mezzo in cui Salah vinceva le  partite da solo, oggi saremmo fuori da tutto, purtroppo rimane.

A questo punto il rapporto tra Montella e la Fiorentina è sempre più probabilmente destinato a chiudersi a fine stagione, a meno che appunto non si trionfi in Europa, ma non per le sirene di altre squadre verso l’allenatore, ma perchè i Della Valle, se davvero vogliono vincere come promettono da anni, stanno rendendosi conto che quest’allenatore da uomo in più della squadra, è invece diventato il punto debole della Fiorentina.

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