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La Fiorentina è in crescita: ne parliamo con Franco Colomba

franco colombaFranco Colomba, una vita nel calcio giocato con una lunga militanza nel Bologna e ventiquattro anni da allenatore in Italia, ha deciso di confrontarsi con una nuova esperienza in India, chiamato dalla ACF Fiorentina che ha un accordo con la squadra del Pune FC , che adesso si é conclusa. Insieme parliamo di campionato, allenatori, tecnica e della Fiorentina appunto.

E’ già passato un anno ed è stata una bella cosa, l’India è un Paese pieno di contraddizioni e pieno di una grande ricchezza destinata a pochi, con la massa che soffre, è una tendenza del Mondo che si sta purtroppo orientando in questo senso.

Il calcio in India è business, cosa pensa di questa partership che la Fiorentina ha fatto?

Secondo me per sviluppare il calcio da quelle parti c’è bisogno di insegnamenti da chi il calcio lo pratica sempre, l’Europa potrebbe insegnare, tanto però è chiaro che ci vuole la volontà di tutti a collaborare e se questa volontà viene meno, si procede a rilento, anche perché loro secondo me si sentono già bravi.

Parliamo del calcio di casa nostra e dei talenti che lei ha scoperto in gran numero, dei vivai e delle nuove normative. Come si fa a cambiare l’ordine delle cose nel calcio italiano?

C’è stato un periodo in cui sembrava che il dogma fosse fisico e tattico, ora invece da un pò di anni  si sta provando a ritornare a insegnare, questo grazie al calcio spagnolo che ha dominato negli ultimi dieci anni, grazie alla qualità più che alla corsa ed alla tattica. Ci sono cose che devono viaggiare di pari passo, in primis per i giovani, perché se crescono con determinate attitudini migliorate fin da bambini, poi se le porteranno fino in prima squadra. Sembra una frase vecchia ma non lo è, al Barcellona insegnano, ci sono grandi talenti. Non sono bravi soltanto Messi o Neymar, ma lo sono tutti e son cresciuti lì.

Augurandoci che le federazioni internazionali dopo gli ultimi sconvolgimenti si rimettano in carreggiata per trovare un’unità e perseguire la qualità e non solo i diritti televisivi

E’ chiaro che i diritti televisivi hanno preso il potere e gestiscono tutto, però poi alla fine il lato tecnico è la cosa più importante dello spettacolo, perchè alla fine puoi avere tutto quello che vuoi in mano, ma se vendi uno spettacolo scadente, non piace.

A proposito di tecnica, Fiorentina e Napoli alla ribalta del gioco

Ho avuto la fortuna di vedere la partita a Firenze e devo dire che forse è stata la partita più bella della stagione con pressing, giocate importanti, verticalizzazioni: si può fare bel calcio anche da noi, non è un’utopia, quindi complimenti ad entrambe le squadre, sia ai tecnici che ai giocatori, hanno provato a giocare sempre anche alla massima difficoltà, perdendo qualche palla però recuperando, c’era l’agonismo, la voglia di giocare, un bello spettacolo. La Fiorentina è una splendida realtà , è chiaro che il tifo pretende giustamente di confrontarsi con le più grandi e vede che non si arriva ai livelli massimali. Bisogna dare atto che ci sono squadre come la Juve che hanno un budget superiore e si possono permettere cose che gli altri non riescono, poi c’è chi ha budget come Inter o Milan e magari spende nel modo non ottimale. Il Napoli gestisce le cose bene infatti è li’, però anche la Fiorentina è li come le altre, è una bella lotta dietro la Juve, che inizialmente ha cercato di suicidarsi, poi si è salvata, è una squadra di carattere e la testimonianza è quella della partita con il Bayern di Monaco, dove perdeva due a zero ed in mezz’ora di battaglia ha recuperato due gol. I suoi giocatori leader trainanti sono tanti, non uno. Diciamo che è una mentalità da imitare, se si vuol diventare grandi non basta avere una squadra che gioca, ma ci vuole anche una determinazione decisamente superiore.

Speriamo che Paulo Sousa nelle sue esperienze calcistiche abbia assimilato una buona parte di questa grinta e la stia ritrasmettendo ai Viola. Poche ore a Roma- Fiorentina, un altro scoglio da superare.

La Roma di questi tempi non è semplice da affrontare, è un mese e mezzo che sta crescendo, ha assorbito bene il problema di Totti, ha tracciato una linea e inoltre ha una rosa di grande qualità. La Fiorentina lavora di collettivo ed ha anche delle individualità, Tello è molto bravo e poi a centrocampo c’è un ottimo Badelj. Secondo me è una squadra che può lottare fino alla fine per il terzo posto al momento, senza precludersi niente.

L’unità ambientale è importante.

Bisogna viaggiare insieme: pubblico, Società, squadra ed anche informazione perché è interesse comune, se la squadra va bene non ci guadagna uno o l’altro ma tutti, è matematico.

Parliamo del ruolo dell’allenatore, dal di dentro.

Il lavoro dell’allenatore oggi abbraccia una quantità di cose ma è molto importante, la gestione della squadra è fondamentale e poi c’è la stampa, una frase detta male può provocare polemiche ed anche la gestione del gruppo è impegnativa perché il calciatore oggigiorno è un’azienda, non è più come prima, non è più il calciatore innamorato della maglia, è il calciatore che se gli arriva la proposta migliore, a fine stagione o a Gennaio se ne va, quindi il mister che si vuole confrontare con le più grandi deve gestire bene gli aspetti sia tecnici che caratteriali, è un problema che una volta si risolveva perché il calciatore si spaccava in quattro per dimostrare che l’allenatore si sbagliava, oggi invece arriva il procuratore e te lo porta via, col risultato che l’allenatore si trova un giocatore scontento, che anzichè impegnarsi per dimostrarti che è all’altezza della situazione, si mette lì,  si allena si e no, e quando lo chiami non è a posto e poi alla fine se ne va.

Quello dell’allenatore sicuramente è un ruolo a cui viene dato meno rilievo rispetto a quello del calciatore.

Se hai un gruppo formato da grandi giocatori, l’importante è gestire le loro personalità, il lavoro vien più semplice, se hai un gruppo meno forte devi lavorare sullo spirito di corpo, ovvio che il mister incida di più in quest’ultimo caso: se hai idee e concetti, un gruppo modesto può diventare medio-alto, se hai un gruppo di grandi giocatori, l’importante è convincerli bene, dare una linea guida e poi lasciare gli spazi perche si esprimano come sanno.

Un parere sul nostro ottimo Paulo Sousa.

Lo vedo una persona, a dispetto dell’immagine, molto determinata, convinta delle proprie idee e questo è ovvio perche se no la squadra non giocherebbe cosi, poi ha molta personalità anche se in apparenza può sembrare più soft. In campo si fa sentire, il carattere è maturato nelle sue esperienze, ha girato tanto e poi l’esperienza Juve lascia sempre il segno.  La Fiorentina è in una fase di crescita ulteriore che deve compiere, e lo si fa sempre per gradi.

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